Malagò si schiera con la UEFA. “Non sosterremo candidatura di Infantino”

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(foto FIGC)

La FIGC rompe con Infantino: ritirato il sostegno per la presidenza FIFA

La FIGC volta le spalle a Gianni Infantino. La Federcalcio italiana ha deciso di ritirare ufficialmente il proprio sostegno alla candidatura dell’attuale presidente della FIFA in vista delle elezioni previste nel marzo 2027. Una scelta destinata ad avere un peso politico importante negli equilibri del calcio internazionale e che porta l’Italia sulla stessa linea dell’UEFA guidata da Aleksander Čeferin.

La decisione arriva dopo settimane di tensioni tra la FIFA e una parte consistente del calcio europeo. Al centro dello scontro ci sono soprattutto le scelte di Infantino sulla governance e sul futuro delle competizioni internazionali. La crisi è esplosa con il progetto FIFA Forward Enterprise, attraverso il quale la FIFA puntava ad aprire agli investitori privati una società destinata alla gestione di attività commerciali ed eventi.

Il piano prevedeva la possibilità di raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo agli investitori quote di minoranza fino al 20%. Il progetto ha provocato una dura reazione dell’UEFA e di diverse federazioni europee.

Infantino ha successivamente ritirato la proposta, riconoscendo che aveva creato divisioni, ma la retromarcia non è stata sufficiente a ricomporre la frattura. L’UEFA ha dichiarato di aver perso la fiducia nell’attuale presidenza FIFA e nelle ultime settimane lo scontro si è ulteriormente irrigidito.

È in questo quadro che arriva la presa di posizione italiana. La FIGC ha spiegato che il ritiro del sostegno vuole rendere chiara la propria posizione, in piena condivisione con l’UEFA e con Čeferin, rispetto alle recenti iniziative della FIFA sulla governance e sullo sviluppo delle competizioni internazionali.

Il presidente federale Giovanni Malagò ha indicato anche la linea che l’Italia intende seguire: lavorare insieme all’UEFA e alle altre federazioni europee per difendere un calcio basato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi, privilegiando confronto e condivisione nelle decisioni strategiche.

La posizione della FIGC rappresenta soprattutto un segnale politico. Fino a poche settimane fa l’Italia aveva mantenuto un atteggiamento più prudente: durante il vertice straordinario UEFA convocato a luglio per discutere proprio il progetto FIFA di apertura ai capitali privati, la Federcalcio non aveva espresso pubblicamente una netta opposizione a Infantino. Il ritiro del sostegno segna quindi un cambio di passo.

Ora l’attenzione si sposta sulle elezioni del marzo 2027. Infantino resta al centro della corsa alla presidenza, ma la perdita dell’appoggio italiano rafforza il fronte europeo contrario alla sua gestione. Resta inoltre da capire se l’UEFA deciderà di sostenere un candidato alternativo: Čeferin ha già fatto sapere che non sarà lui a sfidare Infantino.

La battaglia, dunque, non riguarda soltanto il nome del prossimo presidente FIFA. Dietro lo scontro c’è una questione più ampia: chi deve decidere il futuro economico e sportivo del calcio mondiale e fino a che punto le grandi competizioni possano essere trasformate in asset finanziari aperti ai capitali privati. Con la scelta della FIGC, anche l’Italia ha deciso da quale parte stare.