medioriente

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(foto di ADNKronos)

Resta in piedi al Cairo il tavolo negoziale per un cessate il fuoco a Gaza. Nonostante Israele non abbia inviato i propri diplomatici, filtra un cauto ottimismo sulla possibilità di un accordo entro il dieci marzo, giornata d’inizio del Ramadan. Qatar, Egitto e Stati Uniti premono su Hamas affinché ammorbidisca le sue posizioni rispetto alla richiesta di un cessate il fuoco permanente e sul numero di prigionieri palestinesi da rilasciare. Israele diserta il tavolo denunciando di non aver avuto indicazioni sugli ostaggi ancora in vita e sui prigionieri palestinesi che si richiede di liberare. Nessuna smentita intanto sulle indiscrezioni della stampa israeliana che parla di almeno 14 dimissioni eccellenti tra le forze armate di Tel Aviv.  Tra questi Daniel Hagari, voce e volto delle forze di difesa. Sul campo l’offensiva prosegue senza tregua. Nella notte ancora decine di vittime civili a Gaza nei raid israeliani ma torna a infuocarsi anche il fronte libanese: nuovi scambi di artiglieria tra Israele ed Hezbollah che denuncia tentativi di infiltrazione di unità israeliane in Libano. Nell’area è giunto l’inviato Usa Amos Hochstein. La Casa Bianca è da tempo convinta che Israele prepari per la primavera un attacco su larga scala al Libano ed è decisa ad evitare l’escalation.