Cooperazione Cina-Africa: storie e protagonisti

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Jamlik Mwangi Kariuki, un giovane keniota che un tempo lavorava sulla ferrovia Mombasa-Nairobi, è stato due volte in Cina per studiare ingegneria ferroviaria. Kariuki e i suoi compagni di classe hanno scritto una lettera al presidente cinese Xi Jinping, che a sua volta li ha incoraggiati a “continuare a contribuire allo sviluppo della ferrovia Mombasa-Nairobi e all’amicizia e della cooperazione tra Cina e Kenya”. Secondo i dati del ministero degli Esteri cinese, la Cina e i Paesi africani hanno realizzato insieme più di 10.000 chilometri di ferrovie, un migliaio di ponti e quasi 100 porti, oltre a numerose centrali elettriche, strutture mediche, stadi e scuole.

Si chiama Juncao ed è un’erba ibrida cinese che trattiene molta acqua e che per questo è stata esportata in Africa come sussidio alle coltivazioni e alla produzione di foraggio, una soluzione economica ed ecologica per alleviare la povertà nei paesi africani. “La tecnologia ha avuto un grande impatto sulla comunità”, afferma l’agricoltore ruandese Leonidas Mushimiyimana, “la mia azienda si concentra sulla coltivazione di Juncao e sull’intera catena del valore, servendo sia i mercati locali che regionali.

Sono 25mila i medici inviati dal 1963 nei paesi africani. Si calcola che il loro contributo abbia permesso di curare circa 230 milioni di pazienti.