Ai pionieri dell’AI il nobel per la Fisica

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Una ricerca che connette biologia, fisica, psicologia e informatica in un mix riscrive la fantascienza. Ecco l’AI generativa, capace di imparare, creare, dare risposte coerenti ed evolvere in maniera autonoma: quella delle reti neurali artificiali e del machine learning che stamattina a Stoccolma ha portato il nobel per la fisica nelle mani dell’americano John J Hopfield e del canadese Geoffrey Hinton.

Classe 33, figlio di due fisici polacchi, Hopfield è un vero pioniere: nel 1986 è tra i fondatori del programma di Calcolo e sistemi neurali all’Università di Princeton dove inventa una rete capace di salvare e ricreare pattern, fondamentale per riconoscere le immagini.

Più giovane – oggi ha 77 anni – Hinton parte dalla psicologia sperimentale, passa per le neuroscenze per approdare – grazie alle ricerche militari in Canada – alla cattedra di apprendimento automatico. Nel 2013 entra in Google dove sviluppa i sistemi di deep learning, e clamorosamente l’anbbandona l’anno scorso dice per essere libero di parlare dei pericoli dell’intelligenza artificiale. “ Per quanto ne so – dichiara – le macchine non sono più intelligenti di noi, in questo momento. Ma penso che presto potrebbero esserlo”.

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