C’è una missione energia che riguarda il petrolio, le accise e gli equilibri geopolitici. E ce n’è un’altra, forse ancora più urgente, che chiama in causa salari, produttività e tenuta sociale. È questa la chiave proposta da Luigi Tivelli in un articolo pubblicato su Il Giornale, nel quale il confronto politico si allarga dal tema energetico a quello, ben più ampio, della capacità dell’Italia di ritrovare una direzione condivisa.
Nel suo intervento, Tivelli osserva che il Paese continua a trascinarsi dietro fragilità storiche: crescita debole, scarsa produttività, redditi insufficienti e una difficoltà ormai cronica nel costruire risposte comuni. Per questo la presidente del Consiglio, secondo l’editorialista, dovrebbe puntare non solo sulle misure tampone per contenere gli effetti della crisi, ma anche su una grande iniziativa di dialogo nazionale.
La prospettiva indicata è quella di un patto sociale che rimetta attorno allo stesso tavolo governo, sindacati e rappresentanze datoriali. Un passaggio che, nella lettura di Tivelli riportata da Il Giornale, appare oggi ancora più necessario di fronte ai rischi di rallentamento economico e all’impatto che le nuove tensioni internazionali possono avere sui prezzi e sul potere d’acquisto degli italiani.
Non si tratta soltanto di memoria storica, ma di attualità politica. Il richiamo all’esperienza del 1993 e alla figura di Ezio Tarantelli serve infatti a indicare una strada concreta: affrontare insieme bassi salari, lavoro povero e politiche dei redditi, provando a restituire competitività al sistema. In questa lettura, la vera sfida del governo non è limitarsi a gestire l’emergenza, ma trasformarla nell’occasione per riaprire una stagione di responsabilità condivisa.




