Ad Ankara il vertice Nato. Rinnovato l’impegno per Kiev

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“Un grande successo” secondo Mark Rutte il vertice tra i 32 leader nazionali dell’Alleanza ad Ankara, iniziato però con nuove dure critiche di Donald Trump agli alleati stessi, inclusa la premier Meloni, per il limitato supporto nell’offensiva sull’Iran. Offensiva rilanciata dallo stesso presidente americano ordinando proprio dal summit in Turchia altri bombardamenti, e definendoli “di avvertimento”. 

“Gli europei hanno fatto la loro parte, 5mila aerei militari americani sono partiti dalle loro basi”, la replica del segretario della Nato, giudicando i nuovi attacchi “del tutto necessari” e sottolineando l’unità ritrovata anche nel testo finale in cui si ribadisce il no assoluto all’arma atomica per Teheran. E poi si sottolinea l’inviolabile centralità dell’articolo 5 della Nato sul supporto militare degli alleati in caso di attacco a uno di essi. E il riferimento è qui è anche la Groenlandia, facente parte del regno di Danimarca, che Trump, in un’altra provocazione, ha giudicato più utile a lui che a loro. 

Nel vertice, blindati anche gli impegni di innalzamento delle spese militari e del sostegno all’Ucraina, con di nuovo ospite il presidente Zelensky. Il quale, quando Trump gli ipotizza di recarsi a Mosca per incontrare Putin, risponde: “lì ci sono troppi droni ucraini”.