Un centinaio di obiettivi militari colpiti nei raid statunitensi condotti la scorsa notte in Iran, con un bilancio di almeno 11 morti. Tra le vittime bambini, morti durante una festa di matrimonio, nel sud dell’Iran, in un edificio colpito dalle bombe. Immediata la rappresaglia delle Guardie Rivoluzionarie iraniane che hanno condotto attacchi con droni e missili contro le basi USA in Giordania, Kuwait, Bahrein e a Erbil, in Iraq. Intanto il premier israeliano Netanyahu, in visita presso le postazioni militari nella Striscia di Gaza, ribadisce: “Nessun ritiro, senza il disarmo di Hamas”, e il ministro della Difesa Katz suggerisce: “L’unica opzione è l’emigrazione dei palestinesi, aspettiamo l’ok dagli Stati Uniti”.




